lunedì 30 aprile 2018

Primo maggio

Su coraggio
cantava Umberto Tozzi
che in quel video no si può vedere 
...
Buon 1 MAGGIO a tutti.
Io lavorerò e meno male visti i tempi.
Tocca dir cosi...
ecco come siamo ridotti
Ciao un abbraccio


venerdì 27 aprile 2018

Passeggero con tatuaggio del cazzo


"del cazzo"
Lo scrittore Italo Calvino aveva lodato la sua “espressività impareggiabile”, che non ha eguali nelle altre lingue. 
:))






martedì 24 aprile 2018

Buon 25 Aprile !



Questo è un annuncio dal servizio pubblico

Con la chitarra

Conosci i tuoi diritti, tutti e tre


 Numero 1

Hai il diritto di non essere ucciso

L'omicidio è un crimine

A meno che non sia commesso

Da un poliziotto o un aristocratico

Conosci i tuoi diritti


E numero 2

Tu hai diritto al denaro per il cibo

Purché naturalmente

non ti dispiaccia un po' di

Investigazione, umiliazione

E se incroci le dita

Riabilitazione


Conosci i tuoi diritti

Questi sono i tuoi diritti

Wang


Conosci i tuoi diritti


Numero 3

Hai il diritto di liberamente

Parlare fino a che tu non sia

Così stupido da provarci


Conosci i tuoi diritti

Questi sono i tuoi diritti

Tutti e tre

Ti sono stati suggeriti

In alcuni quartieri tutto ciò non è abbastanza

Bene...



Scendi in strada

Scendi in strada

Corri

Non hai una casa a cui tornare

Distruggere



Alla fine quando ti avrò letto i tuoi diritti



Avrai il diritto di rimanere in silenzio

Qualunque cosa dirai

Potrà essere e sarà

usata come prova contro di te



Ascolta

Corri

Viaggio in Iran


La fidanzatina , spagnola , è insopportabile, molto diva, molto sicura di sè, molto atteggiata nei movimenti e negli sguardi, come se tutti i riflettori e telecamere del mondo fossero puntate su di lei. 
 Lui, italianissimo con  l'accento viareggino-lucchese, innamorato cotto, perso, lesso al punto giusto 
quasi un "coglionazzo" , sembrava essere.
 Poi è arrivato un messaggio sul telefono di Diva, ma il messaggio era per lui 
Diva , infastidita, gli passa lo smartphone poco smart in questo caso
Oo
Non si son più parlati 
...
Buon viaggio in Iran 
:)

giovedì 19 aprile 2018

mercoledì 18 aprile 2018

Soundtrack to Spring

Quanto son belle le copertine del prestigioso settimanale.
THE
NEW YORKER
Starei ore e ore a guardarle come le vecchie pubblicità e :
Sotto,
 la copertina del penultimo numero

La prima copertina anche musicale  disegnata ed ideata da Tom Gauld per il New Yorker.

"Volevo che quest'immagine riguardasse alcuni dei suoni più belli che senti, specialmente in primavera", dice l'artista, sulla sua copertina per la rivista.

Infatti basta passare il mouse sulle note musicale ed aprire le orecchie.
 La cover si intitola :
"Soundtrack to Spring"
Fantastica
:)



Calzerotti surreali

 Ispirati senza ombra di dubbio a Golconda di Magritte
...
un regalo 
...
gradito
...
son fichi dai 
:)

lunedì 16 aprile 2018

Partire è un po' morire (*R)


Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po' di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E' un dolore sottile e definitivo
come l'ultimo verso di un poema...
Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po' della nostra anima.

Post del 5 marzo 2013 tratto dal mio precedente blog :
"PuntoLineaSuperficie"
non indicizzato su Google
ma c'è 
:)

(*R -  Repost)

giovedì 12 aprile 2018

Cena quasi monastica (per forza)


Una  fettina misera  di pane ,un formaggino Bel Paese
« del bel paese là dove 'l sì suona, »
_Dante Alighieri_
 che non c'è più,
perché Galbani vuol dire fiducia,
Oo
 la bieta erbetta , volgarmente bietola
previamente cotta, in foto è ancora surgelata,  condita con un goccio d'olio e limone, un bicchiere di vino rigorosamente rosso e un bicchiere d'acqua rigorosamente naturale. 
Se non si mette il limone nella bieta erbetta , il prezioso ferro che contiene se ne va via e non viene assorbito dal nostro organismo e l'acqua in cui è stata lessata va bevuta a mo' di Coca-Cola...capito MOZ ?
Dopo  aver cenato mi aspetta il cilicio
:)
Ciao
oops ..mi son dimenticato
per frutta :
kiwi
bomba di vitamine
a riciao

Reclame (1)


Piaccion tantissimo le reclame vintage e alla  Birra Peroni, sarò la tua birra, devo  la mia prima indimenticabile sbronza.
 Avrò avuto , si e no, dieci anni.
Non mi ricordo cosa si festeggiasse.
 Incoraggiato da mio babbo e incurante degli avvertimenti di mia mamma, che se lo avessi bevuto tutto mi sarei ubriacato e sentito male ,
 lo trangugiai fino all'ultima goccia, con tanto di "grog" finale , degno da scaricatore di porto irlandese .
Stetti male tre giorni .
Vomito poi febbre ed infine mal di testa.

BUUUUURP

scusate
:)

P.S.
La Nastro Azzurro non mi è mai piaciuta 




venerdì 6 aprile 2018

Con la testa da un' altra parte


Buonappe


Piaccion tantissimo le uova e  cucinate in ogni maniera . Ci si può sbizzarrire a cucinarle.
Qui, anzi lì: 
fritte con piselli 
Per usare un termine che non sopporto, le adoro.
Oggi tutti adorano tutto e tutti, che poi che vuol dire ?
Non vuol dire niente, è un po' come stare "divinamente "
Cioè ?
:D
Buonappe

giovedì 5 aprile 2018

TEST PER CAPIRE SE SEI UNA MERDA

Fatto .
Risultato :
1 punto :
 merda saltuaria
💩
(Smeriglia)

:D

Paparazzo in treno


I nonni di una volta


Oggi i nonni vestono come i ragazzi di diciotto anni : sneakers, jeans a vita bassa e piumino 100 grammi Moncler o tipo Moncler colorato.
Si imbottiscono di Viagra e Meritene , sfrecciano in scooter , i più audaci sfoggiano braccialetti e orecchini postano su vari social  e imbastiscono tresche su chat di incontri una botta e via .
Niente a che fare col nonno sotto che mi ha ricordato molto come era mio nonno da parte di mamma che ho amato,  (mi insegnò a fare  le case di carta nella stessa maniera),  mentre non ho ho conosciuto il nonno da parte di babbo , proprio come l'autore : Michael Chabon - Sognando la luna 

"Nonno aveva acceso la radio sulla frequenza del notiziario. Il solito indecifrabile miscuglio di statistiche e disastri. Lui intanto sbatteva padelle, rovistava nei cassetti, li richiudeva di schianto.
 A volte le notizie gli facevano quell’effetto, specialmente se c’era di mezzo Richard Nixon, ma stavolta continuò a sbattere e pestare anche quando arrivò la pubblicità. Pensai che forse, come la nonna, era anche lui arrabbiato per il bambino perduto e per il ruolo che mio padre sembrava aver avuto nella perdita, ma niente di tutto questo mi era chiaro. Nella remota ipotesi che fosse arrabbiato per il mazzo di tarocchi, però, decisi di provare a depistarlo. A volte, dopo una mano di solitario, mio nonno costruiva un castello (anche se lui la chiamava «casa») di carte. Esistevano due modi per farlo, uno giusto e uno sbagliato.
 Quasi tutti sbagliavano, un pilastro della visione che il nonno aveva del comportamento umano, e che mi tramandò insieme alle lezioni di edilizia con le carte. Il modo sbagliato era appoggiare precariamente due carte una all’altra a mo’ di tenda, per poi creare delle file sovrapposte che salendo si stringevano di un triangolo fino a formare una grande piramide.
 Era un metodo intrinsecamente instabile, e anche eseguendolo alla perfezione potevi costruire solo un certo numero di piani prima che la piramide crollasse sotto il suo stesso peso. Il modo giusto era appoggiare quattro carte una all’altra sul lato lungo, formando una struttura a girandola con una cella quadrata al centro.
 Coprendo il quadrato centrale con un’altra carta, ottenevi una specie di robusta scatola capace di sostenere il peso di diversi piani. A ciascun raggio della girandola potevi quindi aggiungere altre carte formando nuove celle, e avanzare progressivamente in orizzontale e in verticale fino a ottenere una torre alta e imponente.
Delle carte che  usai, alcune erano girate sul dorso, mentre di altre si vedeva la faccia: il Topo, il Quadrifoglio, la Falce. Pensai alle storie che la nonna aveva costruito con quelle carte quando le avevo estratte.
 Capii che la mia torre era fatta di storie. Mi sembrò una metafora enigmatica. Immaginavo esistesse un motivo per cui a volte si diceva che un condominio era fatto di storie, o che le storie erano i mattoni di misteriose torri il cui significato mi sfuggiva. C’entrava forse, pensai, la Torre di Babele. Avrei voluto chiederlo al nonno, ma poi avrei dovuto spiegargli che uso faceva la nonna delle carte. Che lei raccontasse storie, perlomeno del genere che raccontava a me, gli avrebbe fatto ancor meno piacere che scoprire cosa faceva coi tarocchi.
 «Ma guarda»
 disse, scorrendo su e giù con occhio critico la mia torre. Aveva in mano due piatti e due forchette.
 «È facile»
 gli garantii.
 «Queste carte sono perfette per costruire. Ecco perché Mamie me le fa usare.»
 «Ah, è per quello?» 
Appoggiò i piatti alle estremità del tavolo di formica.
«Sì. Attento che la fai crollare.»
«Prima o poi verrà giù.
»No.»
Tra la cucina e la sala da pranzo c’era un bancone con un paio di sgabelli alti. Nonno apparecchiò per due lì anziché sul tavolo dove svettava la mia torre. 
«Le case di carte sono così» 
disse il nonno, tornando alla padella di salame e uova sbattute sul fuoco. 
«È risaputo.»
 «Cosa vuol dire risaputo ?»
 «Lo sai cosa vuol dire risaputo .»
 Mi allungò la padella per mostrarmela. Aveva fatto una specie di frittata, versando le uova tutt’intorno al salame fritto, lasciandole cuocere fino a scurirsi un po’ sotto, e poi girando il tutto per dorarlo sull’altro lato.
 «Quanti gradi ci sono in un cerchio?»
 mi chiese.
 «Trecentosessanta.»
 «Giusto. Tu quanti gradi ne vuoi?»
 «Centoventi.»
Tagliò una bella fetta che mi fece scivolare nel piatto. Ci sedemmo lì al bancone con la nostra cena, mentre alla radio si ergeva la solita torre d’incidenti, crimine, soldi, amore, buona e cattiva sorte, e guerra. Osservai la mia casa di carte riflettendo sulla risaputa inevitabilità del suo crollo."