Visualizzazione post con etichetta emmanuel carrère. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emmanuel carrère. Mostra tutti i post

lunedì 13 gennaio 2014

Tre tipi di zapoj

Zapoj totale, zapoj kamikaze, zapoj extraterrestre.

[Emmanuel Carrère-Limonov-Adelphi]

domenica 5 gennaio 2014

cito Eduard

Limonov nel 1980 con maglietta dei Ramones
Photograph: Sophie Bassouls/Sygma/Corbis

A ogni incontro un partecipante legge le proprie poesie. Quella settimana tocca a una certa Masénka che indossa, cito Eduard, una palandrana color merda e ha la tipica espressione appassionata e malinconica di tutte le poetesse che frequentano le Case della cultura in Unione Sovietica. I suoi versi sono in linea con l'aspetto fisico: scopiazzati da Pasternak, delicatamente lirici, assolutamente prevedibili. Se fosse la posto di Tarkovskij, Eduard le consiglierebbe di buttarsi sotto un treno, ma il maestro si accontenta di metterla in guardia, con fare paternalistico, dalle rime troppo perfette, e di raccontare un aneddoto il cui protagonista è il suo defunto amico  Osip Emil' évic.
[Emmanuel Carrère-Limonov-Adephi]

giovedì 2 gennaio 2014

Una cosa seria


"Zapoj" è una cosa seria, non la sbronza di una sera che, come da noi, lascia soltanto un cerchio alla testa il giorno dopo. "Zapoj" vuol dire restare ubriachi per parecchi giorni senza smaltire la sbornia, vagare da un posto ad un altro, salire su treni che non si sa dove vanno, confidare i segreti più intimi a persone incontrate per caso, dimenticare tutto ciò che si detto e fatto: una specie di trip.

[Emmanuel Carrere-Limonov-Adelphi]